Homi – Una storia oltre l’ordinario

Homi, una storia oltre l’ordinario

 

E’ con molta soddisfazione che vi raccontiamo questa storia, che ha del singolare, ma che forse dovrebbe essere normale.

 

E’ la storia di un intreccio di competenze, che avvicina i confini abituali a cui ognuno di noi, pensando al proprio lavoro, è naturalmente e logicamente portato a considerare. Tuttavia, qualche volta, avventurarsi in situazioni fuori dall’ordinario può essere divertente e perché no, anche utile.

Tutto ha inizio ai primi di dicembre dell’anno appena conclusosi. Un incontro con un designer, come d’abitudine avviene nelle fiere di settore ed una visita di approfondimento successiva all’evento segnano l’inizio della storia.

 

Il protagonista è Davide Montanaro, industrial designer, laureatosi al Politecnico di Milano.

 

Complice proprio il Politecnico di Milano, ci viene proposto di progettare e realizzare per una mostra una collezione di pezzi con il materiale che ha scatenato la curiosità di tutte le parti: Dukta®, flexible wood.

20180222I - homi dukta

Si tratta di un pannello a base legno che, grazie ad una tecnica di intaglio brevettata, è in grado di curvarsi. Le geometrie essenziali ed i giochi di luce che lo caratterizzano fanno di Dukta® un materiale innovativo e fresco nella sua estetica.

 

Galeotto fu il materiale, al punto che si decide di provare nell’impresa di realizzare una serie di complementi d’arredo da esporre a fine gennaio all’interno della mostra intitolata “The Material Stage – A Matter of Scale”, progettata da POLI.Design in occasione dell’edizione di gennaio di HOMI, il salone dedicato agli stili di vita di Fiera Milano.

 

All’interno della mostra, come spiega POLI.Design, “il materiale e la sua prima declinazione nel complemento d’arredo diventano attori protagonisti di un sistema di visioni suggestive sul palcoscenico dell’Interior Design. Come la complessità e lo spessore del personaggio teatrale, unito alla sua profondità interiore inscenano l’intreccio per una complessa narrazione poetica, allo stesso modo, il materiale fornisce visioni e linguaggi che vengono declinati in diversi scenari di Interior.”

 

L’intera mostra si fonda “sull’abilità nel gestire il passaggio di scala, dal materiale all’Interior, passando per il complemento d’arredo. Questa delicata operazione permette di tradurre la valenza estetica degli oggetti in vere e proprie ambientazioni, capaci di suscitare emozioni e nuovi stimoli dell’abitare contemporaneo”.

 

E’ così che tutto diventa una questione di scala (“A matter of scale”). Ed è proprio da questa idea che parte la sfida di riuscire nell’intento di sperimentare il nostro materiale, normalmente impiegato per la realizzazione di rivestimenti, oltre le sue applicazioni abituali e “spingerlo” verso il mondo del complemento d’arredo.

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I tempi sono strettissimi e forte è la sensazione di inoltrarsi verso qualcosa che non porterà a nulla. Difficile pensare che in un mese si possa progettare, trovare un laboratorio di falegnameria disposto a realizzare in pochissimo tempo diversi prototipi partendo da un materiale totalmente sconosciuto ed organizzare il tutto in linea con le richieste e le esigenze imposte da un contesto fieristico.

 

Eppure la curiosità e la voglia di sperimentare, di andare oltre i confini tradizionali hanno la meglio e l’avventura prende il via.

 

Davide Montanaro lavora alla progettazione. E’ lui a riferirci l’approccio che ha seguito: “Analizzando il materiale ho tentato di stressarlo, di portarlo al suo limite in modo da esaltare le sue doti e caratteristiche.

 

La trasformazione lo ha tramutato in seduta, in lampada ed un totem con varie possibilità di appendimento.

 

La collezione presentata è concreta, non è un semplice esercizio di stile. La struttura del materiale mi ha consentito di lavorare sui supporti, modificabili nella funzione e nella posizione.

 

La flessibilità è stata declinata nella panca che presenta una continuità di superficie nelle due diverse altezze. La scansione di pieni e vuoti, di luci ed ombre è stata esaltata dalle lampade che vengono poi richiuse con un elastico colorato”.

Davide, dal suo punto di vista di designer, provoca con queste parole: “L’elemento curioso è che a volte un’azienda investe in un materiale nuovo, ma poi si trova in difficoltà nella ricerca della sua applicazione”.

 

A noi, in qualità di azienda di distribuzione che opera nel settore del legno da oltre trent’anni, piace vedere come la tecnologia possa fondersi con una materia prima come il legno, che fa parte della storia dell’uomo da sempre, conducendo a nuove forme ed applicazioni.

 

Investire su un prodotto di questo tipo, molto versatile e potenzialmente nuovo nell’utilizzo, significa anche fare una scommessa, vuol dire osare.

 

Pertanto, ben vengano le intuizioni di designer e creativi, il cui compito è proprio quello di superare i limiti ed aprire a nuove interpretazioni dei materiali.

 

E forse la lezione di questa avventura è concentrata tutta in questo punto: fondere i confini, fare conoscenza dei ruoli di ciascuno, sperimentare i ragionamenti e le logiche dell’altro consentono di aggiungere linfa al bagaglio di competenze di ciascuno e fare il passo in più diventa un fatto naturale.

 

Ovviamente tutto questo non sarebbe stato possibile senza la preziosa collaborazione di coloro i quali hanno messo mano concretamente al materiale e che grazie alla loro esperienza lo hanno trasformato secondo le intenzioni in tempi record. Ringraziamo a questo proposito Agostoni S.n.c. di Mauro e Davide Agostoni, falegnameria storica nel cuore di Lissone, che vanta collaborazioni con alcuni grandi del design italiano, tra i quali Ettore Sottsass e Sangalli Arredamenti S.n.c. per averci seguito nell’iniziativa.

 

Si chiude così una storia atipica di collaborazione, ma che certamente interpreta l’importanza di intrecciare le competenze, fondere i saperi per raggiungere nuovi obiettivi, piccoli o grandi che siano.

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